venerdì 10 febbraio 2012

LAVANDA

Lavandula officinalis Chaix












La lavanda è una specie tipica dei Paesi attorno al Mediterraneo occidentale; in Italia è diffusa nei terreni sassosi e aridi della Liguria e del Piemonte merdionale.
Inoltre è coltivata su scala industriale per l'estrazione dell'essenza: sono notele colture del Col di Nava, delle provincie di Imperia, di Cuneo e di Ravenna.
Bisogna saperla distinguere, allo stato spontaneo, dal rosmarino e dall'issopo, e da altre specie congeneri.
Sui terreni silicei alligna la specie Lavandula stoechas L. dai fiori porporini e con un profumo intenso che stordisce.
Ad altitudini attorno ai 900/1000 m. prospera la Lavandula latifolia Vill., più grande, dalle foglie verdi e con aroma canforato, fiorisce un mese dopo le altre, è poco diffusa allo stato spontaneo ed è anche meno apprezzata in erboristeria.
In passato la lavanda era usata dalle massaie per profumare la biancheria, ma anche come antisettico e insetticida se raccolta prima della completa fioritura.

Habitat: diffusa in Italia settentrionale-occidentale.

Identificazione: da 30 a 60 cm. Suffrutice, foglie alla base dei rami nudi, a ciuffi, diritte, semplici; foglie grigio-verdi, strette, lanceolate con margine arrotolato; fiori blu-violetti (luglio-agosto), raccolti in spighe di  verticilli terminali, brattee brune, larghe, calice a 5 denti, corolla a 5 lobi con 2 labbra, 4 stami interni, 4 carpelli; achenio con 1 seme nero, liscio. Odore penetrante, aromatico; sapore caldo, amaro.

Parti utilizzate: sommita fiorite, fiori mondati; essiccare all'ombra in luogo molto areato.

  • Costituenti: una sostanza amara, essenza, cumarina.
  • Proprietà: antisettico, antispasmodico, carminativo, cicatrizzante, colaguogo, diuretico, insetticida, stimolante, sudorifero.
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